Finestre o muri

Pubblicato il 23 gennaio 2026 alle ore 12:36

Praticare il non-giudizio nel dialogo quotidiano

Finestre o muri_Comunicazione Non Violenta

 

Le Parole sono finestre (oppure muri)

Mi sento così condannata dalle tue parole,

mi sento giudicata e allontanata,

prima ancora di aver capito bene.

Era questo che intendevi dire?

Prima che io mi alzi in mia difesa,

prima che parli con dolore o paura,

prima che costruisca un muro di parole,

dimmi, ho davvero compreso bene?

Le parole sono finestre, oppure muri,

ci imprigionano o ci danno la libertà.

Quando parlo e quando ascolto,

possa la luce dell’amore splendere attraverso me.

Ci sono cose che ho bisogno di dire,

cose che per me significano tanto,

se le mie parole non servono a chiarirle,

mi aiuterai a liberarmi?

Se sembra che io ti abbia sminuito,

se ti è parso che non mi importasse, prova ad ascoltare, oltre le mie parole,

i sentimenti che condividiamo.

[Ruth Bebermeyer]

 

Ho voluto iniziare da qui, riportando integral­mente la poesia che Marshall Rosenberg scelse per aprire il suo lavoro e che dà il titolo al suo libro più conosciuto sulla Comunicazione Non Violenta, Le parole sono finestre (oppure muri).

Cita questa poesia perché ci ricorda che dietro ogni parola che suona come un muro, che innalziamo noi o che qualcunə innalza davanti a noi, c’è quasi sempre un essere umano che sta cercando, spesso goffamente e senza saperlo dire meglio, di essere vistə.

Per me, che nella mindfulness ho trovato negli anni una pratica quotidiana di ascolto e di attenzione a ciò che accade dentro e fuori, queste strofe sono un invito chiaro: portare presenza nelle relazioni umane, restare un attimo in più prima di reagire, accorgersi che anche nel conflitto c’è una persona che ha bisogno di aiuto di essere compresə, non solo qualcunə che pretende di avere ragione, che noi per primə dobbiamo imparare a raccontare la nostra verità.

 


Il Non-Giudizio: dalla Mente al Corpo

Il pilastro del non-giudizio, così centrale nella Mindfulness, trova la sua massima espressione nella Comunicazione Non Violenta (CNV). Quando smettiamo di etichettare l’altrə come “sbagliatə”, accade qualcosa di tangibile: il corpo si rilassa, la corazza che utilizziamo per difenderci dai giudizi (o per lanciarne) inizia ad ammorbidirsi.

Quando ci prendiamo la responsabilità di ascoltarci e di sentire cosa si sta muovendo dentro, quando riusciamo a sospendere il giudizio su noi stessə e ad essere chiarə nel comunicare il nostro bisogno, allora si aprono finestre.

 

Scegliere la finestra

Vivere la relazione con consapevolezza significa imparare ad “osservare attraverso le parole”, come suggerisce la poesia.

  • Il Muro è il giudizio che scaglia colpe: ci irrigidisce la gola e chiude lo stomaco.

  • La Finestra è l’osservazione dei fatti e l’ascolto dei bisogni: ci permette di respirare ed espandere il torace.

Scegliere la finestra non significa essere “buonə” o passivə. Significa avere il coraggio di essere vulnerabilə, parlando di ciò che sentiamo invece di ciò che l’altrə “è” o “non è”.

Usare la CNV ci permette di essere autenticə: quando sostituiamo un giudizio con un’osservazione consapevole, il nostro sistema nervoso si rasserena. Non c’è più un nemico da sconfiggere, ma una relazione da gestire con cura. È un atto di liberazione che trasforma la nostra postura e il tono di voce; quasi magicamente, cambia anche la risposta di chi ci sta di fronte. Le parole smettono di essere armi e diventano uno strumento prezioso: liberano l’energia che prima usavamo per difenderci e la mettono a disposizione della connessione.

 

 

Dalle parole che chiudono a quelle che aprono

Per capire come la CNV trasforma l’energia tra due persone, proviamo a guardare cosa accade quando cambiamo il nostro modo di esprimerci. Spesso usiamo “muri” senza nemmeno accorgercene:

Comunicazione Non Violenta

Uno spunto di riflessione per te

A volte, basta un singolo respiro consapevole tra un pensiero e la parola; in questo breve spazio di silenzio, hai il potere di decidere: costruirò una fortezza o aprirò un varco?

Un invito alla pratica

Oggi, prova a fermarti un istante.

Senti i piedi ben ancorati a terra e ascolta il ritmo del tuo respiro. Prima di rispondere a xy in un momento di difficoltà, sospendi la reazione e chiediti: «Quello che sto per dire, aprirà una finestra o ergerà un muro?».

Se ti va, scrivi nei commenti una “frase-finestra” che hai scoperto funzionare: un modo diverso di esprimerti che ha avuto il potere di farti entrare meglio in connessione con l’altrə.

 

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👉 Grazie per aver letto fin qui. 🙏🌸

 

 

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